Domenica, 30 Aprile 2017 10:47

L'arbitro cinese

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Nel nostro territorio, sempre più di frequente si stanno verificando episodi di rapine, furti, risse ed altri tipi di disordine a cui certamente non eravamo abituati (e a cui sicuramente non vorremmo abituarci) e purtroppo questi hanno spesso come protagonisti stranieri ed extracomunitari, a volte provenienti dell'est Europa e in altre occasioni provenienti da paesi "più caldi" del nostro.

Chiramente questi episodi, oltre a danni e disagi per i cittadini che li subiscono,ma direi anche per tutta la comunità Italiana, vanno ad alimentare quell'odio incondizionato verso lo straniero;
molti lo etichettano come razzismo ma a mio avviso quest'odio e questa rabbia sono verso chi delinque e commette reati,  e la percezione che questi possano farlo sempre più liberamente, non migliora certo le cose, come non le migliora il totale silenzio di quelle comunità di stranieri che si sono integrati e che raramente prendono le distanze dai loro connazionali, un po come se fossero cose che non li riguardasse!
C'è però un' altra (sempre più grande) comunità di stranieri che stanno in Italia, che seppur raramente coinvolti in fatti di cronaca e forse per questo raramente presi in considerazione come "pericolosi" così potrebbe non essere: la comunità Cinese!

Li vediamo tutti, sappiamo che esistono e sono un tessuto sociale parallelo al nostro, hanno negozi, parrucchierie, ristoranti....
...tranne praticamente per quei servizi che lo stato Italiano offre loro (e che spesso paghiamo noi) come scuola e sanità, in tutti gli altri  settori, sono organizzati, e di fatto fanno parte della nostra economia, ma la cosa incredibilmente è che sono in crescita!

Ma come fanno ad essere in crescita? 

Com'è possibile che i loro negozi ed i loro laboratori, riescono a reggersi e fare business in Italia, facendo quei lavori che noi abbiamo sempre fatto ma che per gli Italiani oggi non sono più sostenibili?

Ie storie dei Cinesi in Italia sono quasi sempre le stesse:
inizia con un cinese che parte dalla sua terra natale, arriva in Italia molte volte con i documenti non in regola, va a fare lo "schiavo" in qualche azienda cinese fino a quando non ripaga il debito verso chi gli ha organizzato il viaggio e messo in regola i documenti, nel frattempo si occupa di far venire qua i suoi famigliari (in questo caso i nuovi arrivati avranno documenti in regola) e magicamanete senza aver nemmeno imparato una parola in italiano, (a mio avviso il primo segno di rispetto quando si va a vivere in un paese straniero) riescono a mettersi in proprio e non solo fare concorrenza (questo era qualche anno fa), ma proprio a fare quel lavoro che per un italiano non sarebbe sostenibile
....e il giro ricomincia!

Quelli che hanno passato il perido da "schiavo" e sono in proprio li riconosci da lontano:

  • hanno spesso macchine più costose della media degli imprenditori Italiani nella loro stessa posizione
  • vestono abiti griffati e non idossano "cineserie"
  • non hanno problemi a spendere; dagli appartamenti alle sale slot (senza contare grosse aziende o squadre di calcio)

e non lo fanno "la",a "casa loro,  non parliamo di quelle grosse aziende cinesi che producono in cina e fanno business in tutto il mondo, ma semplicemente di aziende che operano nel territorio italiano e che in teoria dovrebbero "giocare" quindi alle stesse regole di un'azienda italiana qualsiasi.

...O forse no

Forse è perchè mentre noi facciamo il pelo al centro commerciale che tiene aperto il primo maggio e che addirittura provoca la reazione del papa, non teniamo conto (se non quando va a nostro vantaggio) che i cinesi oltre al primo maggio lavorano anche a Natale il primo dell'anno e tutte le domeniche del calendario

Forse perchè mentre i nostri laboratori o meglio ancora ristoranti debbono rispettare norme igieniche da "sala operatoria" altrimenti chiudono prima ancora di aprire, quelli cinesi sono esenti da qualsiasi tipo di controllo

e se a queste, che ovviamente sono solo alcune delle principali differenze tra un'azienda Italiana ed una Cinese, ci fosse anche un diverso trattamento fiscale, magari voluto e supportato da qualcuno a proprio vantaggio?

Il problema non è più la tanto sbandierata "competitività" o "gli italiani che non vogliono più fare certi lavori"; con questi presupposti il problema e delle regole del gioco!

è un pò come se in una partita di calcio i gioctori di una squadra possano prendere il pallone con le mani e anzi forse il divario è talmente ampio che è più calzante come esempio una partita di basket dove una squadra segna se mette la palla nel canestro mentre l'altra può segnare lanciando la palla nella porta avversaria!

Questo scenario a mio avviso è inquitante, e per certi aspetti molto più pericoloso dell'extracomunitario che con il borsone vende falsi in spiaggia e certamente l'atteggiamento il menefreghismo di chi oggi dovrebbe fare da arbitro e far rispettare le regole non fa stare tranquilli, anzi di questo passo, tra qualche hanno l'arbitro se lo porteranno direttamente da "casa"!

Letto 136 volte Ultima modifica il Domenica, 30 Aprile 2017 14:37
Matteo

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